Domenica 07 Gennaio 2007

Swingin' London/ Londra: te la compro, te la preparo e te la servo su un piatto d'argento

Londraclassifica1

di Andrea Sturniolo

Dopo la piccola anticipazione pre-natalizia, comincia oggi l'avventura di Swingin' London, nuova rubrica del week end di Affari Italiani sui molteplici (e istrionici) aspetti della vita della capitale britannica.

Londra è una città che sicuramente funge da punto di riferimento a livello europeo e mondiale per tutte le metropoli. Ogni grande città che si rispetti prima o poi si guarda allo specchio e si mette a confronto con Londra, sia sul piano organizzativo che su quello culturale, perché Londra sembra non passare mai di moda ed essere sempre sulla cresta dell'onda.

Parigi ha ancora il fascino di città romantica ed elegante, ma le sue "pulsazioni" a livello di tendenze ed eventi, sono decisamente flebili se confrontate a quelle della "nostra". Vibrava ancora grazie all'alta moda e al pret a porter, fino ad una ventina di anni fa, fino a quando Milano abilmente le soffiò la piazza. Berlino ha avuto il suo momento di gloria dagli anni '70 fino alla fine della guerra fredda, ma poi? Dopo la riunificazione è ancora alla ricerca di un'identità propria. Forse Barcellona è l'unica che si sta avvicinando a grandi passi, ma per ora Londra rimane ancora la Numero Uno.

Ma "Numero Uno" in che cosa? In numero di abitanti in Europa? Forse: siamo intorno agli 8 milioni, che raggiungono i 14 se si considera anche la cosiddetta "commuter belt"… "Numero uno" in esempio di vivibilità in relazione alla sua grandezza? Direi di si: con 13 efficienti linee di metropolitana, treni urbani che fungono anch'essi da metrò e una rete di autobus assolutamente capillare, ovunque si viva non si è mai tagliati fuori dal resto della città: io vivo in quello che tecnicamente è già Kent, ma per raggiungere la stazione di Victoria (in pieno centro) mi ci vogliono meno di venti minuti. "Numero uno" in quanto a città che fa tendenza? Su questo credo che siamo tutti d'accordo. "Numero uno" in quanto città non perfettibile? Proprio no, da questo concetto siamo lontani anni luce.

Ed è questo il senso di questa nuova rubrica: proporti (magari in anteprima) degli spaccati di vita londinese, che hanno del curioso, dello strano, del folle o anche del curiosamente familiare. I primi tre aggettivi sono per farti entrare nell'ordine di idee della capitale del Regno Unito: ti sorprenderai a leggere di quanto sono capaci i sudditi di Sua Maestà quando il tipico grigiore plumbeo del loro cielo comincia a diventare opprimente anche per loro… Ad esempio Londra è l'unica città al mondo che ha avuto il coraggio di proporre al proprio pubblico un musical sulla vita e le gesta del Colonnello Gheddafi (si chiamava "Gaddafi, a living myth", ed ha contato quasi dieci date nella capitale), salvo poi, in tipico stile inglese, riservagli dei commenti in toni non proprio entusiastici, del tipo "There are just two problems with the show. One is the music; the other is the words" ("Questo spettacolo ha solo due cose che non vanno: una è la musica, e l'altra sono i testi").

La mia intenzione è però anche quella di cercare di rendere Londra stranamente familiare, raccontandoti avvenimenti che sarebbero potuti accadere benissimo anche in Italia, magari con l'aggiunta di quel "non so che" che li rende inconfondibilmente anglosassoni. Come quel tale che, stressato dalle cattive condizioni di molte aiuole del suo quartiere, ha deciso di compiere dei veri e propri raid di giardinaggio notturno (dopo il lavoro), sradicando le erbacce e piantando fiori e siepi…Semplicemente spettacolare.

Questo tizio ha beccato anche qualche denuncia: una da qualcuno che pensava che stesse rubando fiori, un'altra (all'anti-terrorismo) da qualcuno che pensava che stesse fabbricando bombe con i fertilizzanti (si certo, e le va a fare in strada giustamente…). Oggi Richard, il matto, ha un sito dal quale pubblicizza i suoi "colpi" (www.guerrillagardening.org), un seguito spaventoso e la polizia che lo riconosce e lo appoggia. Quelli che prima lo denunciavano ora sono gli stessi che gli portano una tazza di te per strada mentre "opera", e lui ha aperto una sottoscrizione di fondi per finanziare i suoi raid, che vengono proposti dagli stessi visitatori del suo sito… Le denunce beccate sono molto italiche, ma il resto, il successo, il seguito di folle sempre crescenti, fa molto Forrest Gump!

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Sabato 06 Gennaio 2007

SALA BORSA BOLOGNA: UN ADDIO VELOCE

INTERVISTA A MAURO,  DIPENDENTE SALA BORSA
CHE DA OGGI 6 GENNAIO, INSIEME A 40 SUOI COLLEGHI,
PERDE IL SUO POSTO DI LAVORO!

 

 

ULTIMI RESPIRI DI SALA BORSA

 

 

Hanno fatto di tutto perché rimanesse un luogo estraneo. Hanno raccolto firme, sibilato boicottaggi, persino contato su nulla osta che prima non c’erano e dopo sì. Adesso, per la gioia di tutti quei bolognesi che non l’hanno mai considerata cosa loro, Sala Borsa chiude. Chiudono la libreria, il bar e i ristoranti: chiudono le ragioni per le quali molti cittadini frequentavano la piazza coperta forse più bella del mondo. In qualsiasi città, una evenienza del genere darebbe il via a petizioni, tentativi di salvataggio. A Bologna, il silenzio. Assordante, come si dice in questi casi.
La storia è nota, inutile ripeterla. Contro Sala Borsa si è scagliata compatta l’intellighenzia bolognese. Ne hanno detto di tutti i colori: che inquinava, che era pericolosa, che era brutta, persino che introduceva parametri mercantili in un progetto nato per la cultura. La verità nessuno ha osato anche solo sussurrarla. La verità è che se l’asta per attrezzare la sala coperta fosse stata vinta dalla cordata Feltrinelli-Coop, con un progetto del tutto simile a quello che si è aggiudicato il bando, Sala Borsa sarebbe immediatamente diventato un salotto cittadino, il luogo di ritrovo privilegiato per tutti quegli intellettuali che adesso vantano di non avervi mai messo piede. Più realisti del re, loro: per non dire altro.
Mi piaceva quel posto. Ci andavo spesso, durante la cattiva stagione lo utilizzavo come punto di incontro: gli appuntamenti li davo lì. Guardavo qualche libro, stigmatizzavo una disposizione che mi pareva poco riuscita, ogni tanto compravo qualcosa. Dopo mi prendevo un caffè, osservavo la gente che passava. Era incredibile la velocità con la quale gli utenti della biblioteca attraversavano la sala: avessero potuto, l’avrebbero sorvolata. Pochi quelli che si fermavano a chiacchierare. Solo durante le giornate di pioggia o di gran gelo, l’atmosfera di riscaldava un po’. Era il segno netto che quel luogo non era sentito come appartenente alla città, un luogo da non frequentare, nel quale farsi vedere il meno possibile. Colpa dei gestori, che non hanno capito da subito come funzionano le cose qui. Ma soprattutto colpa di una città che mai come in questa occasione è sembrata chiusa non tanto alla modernità, quanto a una modernità che dirottava il denaro in altre casse.
Cosa succederà adesso, non è chiaro. Ci saranno nuovi progetti, nuove intenzioni. Probabilmente si tenderà a farne un luogo privilegiato per la popolazione studentesca: l’ennesimo di una città che ormai conta poco altro. Intanto è svendita totale: tutto costa il trenta per cento in meno. Non sono saldi qualsiasi, insieme a Sala Borsa va in liquidazione anche una fetta di intelligenza dei bolognesi.
 
(Luigi Bernardi, Il Domani di Bologna)

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Venerdì 05 Gennaio 2007

LA FELICITA' VIVE IN DANIMARCA: MA PERCHE'?

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Il popolo danese non ha rivali in Europa, quanto a soddisfazione nella vita. Questo è quanto emerge da un recente studio pubblicato dall’Università di Leicester che disegnerebbe una “mappa mondiale della felicità”  con la Danimarca in vetta a tutte le nazioni europee.

Uno studio comparato pubblicato sul British Medical Journal, partendo dal confronto con Nazioni “molto vicine” alla Danimarca, come la Svezia e la Finlandia, analizza tutte le possibili cause che condizionerebbero l’alto tasso di felicità. Il colore dei capelli? Se il famoso Album di Rod Stewart, dal titolo “Blondes have more fun” avesse detto il vero, la Svezia, con il maggior numero di “biondi” deterrebbe il primato. I geni? Neanche il genotipo potrebbe risolvere la questione, visto che Svezia e Danimarca sono molto vicine anche nei geni.

La cucina e l’alimentazione? Pensando alla “cucina tipica danese” viene in mente il pane imburrato accompagnato con birra e acquavite. Patate, intingoli, maiale per i più anziani e hotdog, hamburger e pizza nello stile baltico per i più giovani. La cucina danese ha delle analogie con le abitudini alimentari delle nazioni seconda e terza classificata nell’inchiesta, l’Austria e la Svizzera. Il consumo di cibi di conforto potrebbe condizionare favorevolmente lo stato di soddisfazione.

Il clima? Da una ricerca condotta dall’Istituto meteorologico Danese nel 2004, Copenhagen ha goduto di 44 ore di sole in meno rispetto a Londra, e di mille ore meno di Roma. L’unico aspetto rilevante è l’oscillazione della soddisfazione in base alla stagione, con un ampio vantaggio della primavera sull’autunno.

La lingua natale? Il termine olandese che definisce la soddisfazione fa piuttosto pensare ad uno stato di pace, che però non esclude la soddisfazione stessa.

L’alcol e il fumo? La Danimarca ne detiene il più alto consumo in Europa e ragionando su questo, una rassegna del BMJ ha affermato che la felicità potesse derivare dallo stato di ubriachezza degli intervistati per il sondaggio Eurobarometre.

Matrimonio e figli? Se è vero che il matrimonio e i figli aiutano la felicità, è anche vero che a fronte di un primato nei matrimoni, la Danimarca detiene il secondo posto nei divorzi, ma è tra le prime in Europa per fertilità.

La salute in generale? La salute dei danesi è definita mediocre e per aspettative di sopravvivenza la Danimarca è al terzultimo posto in Europa.

Lo stato sociale? La Danimarca, con un’economia prosperosa, retta da una democrazia che funziona e in quanto società protestante (come la Svezia e la Finlandia) ha un livello elevato di benessere.

Lo sport? Molto usata la bicicletta, ma meno usata che in Olanda. Successi in competizioni sportive europee? E’ provato che il livello di soddisfazione dei Danesi è cresciuto dopo la vittoria sulla Germania in una coppa europea di calcio nel 92.

E le aspettative? E’ vero che le aspettative dei Danesi sono realistiche e maggiormente “realizzabili”, rispetto a paesi delusi come l’Italia e la Grecia, agli ultimi posti nella mappa della felicità.

Per concludere, le cause del benessere in Danimarca dipenderebbero da più fattori, ma ciò che ha maggior peso è l’atteggiamento dei Danesi verso il futuro. I Danesi vivono il tempo nel presente, pur riconoscendolo nel suo divenire. Le aspettative delle persone sono più realistiche e più facilmente realizzabili, rispetto a Paesi agli ultimi posti nella classifica dei felici, tra cui l’Italia. Ciò che non viene detto, ma che si deduce dal testo, è che i paesi meno felici sono quelli dove la gente vive più a lungo, pur lamentandosi per i propri sogni infranti, rispettando un’alimentazione sana ed equilibrata, sotto un sole caldo, ma continuandolo a fare fino ad oltre ottantanni.

maria nardoianni

Posted by francescomgallo at 19:32:46 | Permanent Link | Comments (0) |

Giovedì 04 Gennaio 2007

LE FOTO PIU' BELLE DEL 2006

rana

Un topino si fa aiutare da una rana per la traversata

scimm

Una scimmietta soffre di solitudine e abbraccia una finta oca

zidan

Zidane espulso dopo la testata a Materazzi
nella finale dei Mondiali di Germania

abbra

Il campione giapponese Kameda e lo
sfidante venezuelano Landaeda si
abbracciano alla fine del 12mo round

Posted by francescomgallo at 00:29:09 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì 03 Gennaio 2007

AVVENTURIERO TEDESCO PARTE PER IL GIRO DEL MONDO A PIEDI IN 298 GIORNI

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Lipsia - Robby Clemens, un tedesco di 45 anni, è partito oggi da Lipsia con l'ambizioso proposito di fare il giro del mondo a piedi in 298 giorni. In totale attraverserà 28 paesi, tra cui Egitto, India, Cina, Giappone e Stati Uniti. Clemens coprirà a piedi circa 23.000 chilometri a una media di 80 chilometri al giorno, quasi due maratone, e circa 15.000 chilometri in aereo. Le entrate provenienti da donazioni per questa impresa saranno devolute ai bambini malati di cancro. Durante la sua avventura Clemens sarà assistito, tra gli altri, da un medico e da uno specialista dell'alimentazione.

Nel corso della sua maratona in giro per il pianeta Clemens, padre di famiglia, di professione installatore di gas e acqua, vivrà alcuni momenti unici, come quando sarà accompagnato per un tratto del suo percorso negli Stati Uniti, da Bruce Springsteen e da Jon Bon Jovi.

Il 27 ottobre, il 45enne dovrebbe essere di ritorno a Lipsia per il giro finale in città. Per portare a termine la sua avventura consumerà cinquanta paia di scarpe da corsa. Il progetto avrà un costo di circa 400 mila euro.

Posted by francescomgallo at 21:24:42 | Permanent Link | Comments (0) |

> YOUBLOGGERCOMMUNITYFEST A BOLOGNA 19 GENNAIO KASAMATTA

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Ciao BLOGGERNAUTI!
Con alcuni amici abbiamo pensato di organizzare per il 19 gennaio a Bologna dalle 21:30 al Kasamatta (il locale + in di Bologna) YUBLOGGERCOMMUNITYFEST, aperta a tutti gli amici blogger della community Splinder, ma anche a  chi vuole conoscere il personaggio dell'anno: TU BLOGGER! Ci saranno ovviamente blogger, aspiranti blogger,amiche/amici, giornalisi, opinionisti, djset e concerto live con personaggi testimonial del mondo dell'editoria del cinema, della musica, del teatro, dello spettacolo, della stampa. Ma il vero unico protagonista sarai TU BLOGGER! Si cenerà a buffet, si ballerà e il tutto sarà on line FMGRADIOBLOG la BLOGSFERARADIO!.
Non puoi mancare a YUBLOGGERCOMMUNITYFEST !
E' necessario accreditarsi entro il 15/01  (basta una conferma sulla mia e-mail fmgradioblog@fastwebnet.it o telefonando direttamente a Kasamatta 051/224256). L'ingresso con buffet/cena e vini  costa 20 euro. Ovviamente alla serata non mancheranno dj set e live music!
Non perdetevi YUBLOGGERCOMMUNITYFEST perchè Bologna sa sorprendere davvero!


YUBLOGGERCOMMUNITYFEST

Luogo :    Kasamatta Vicolo Sampieri, 3 Bologna
tel. 051/224256 
Prezzo : 20 euro a persona, comprensivo di acqua e vini


Menu
YUBLOGGERCOMMUNITYFEST:

Angolo rustico di salumi e formaggi, pizzette  salatini di sfoglia ripieni assortiti, tramezzini 3 colori, mini calzoni pomodoro e mozzarella ,  polpettine speziate, piccola pasticceria,  gamberi allo scottadito, chele di granchio,  crocchette di pollo, insalata di riso alle verdurine,  due primi a scelta: Garganelli zucchine e speck, Risotto trevigiano e refosco, tortelli con filange’, zucchine e papavero quattro crepes all’imperiale.


Come raggiungerci:
http://www.kasamatta.it/pagine/pagine/come-raggiungerci.html
www.kasamatta.it
 

 

Prenotazioni e pagamenti andranno fatti direttamente al kasamatta entro il 15/01/2007 tutti i giorni dal martedì al sabato dalle 14 alle 18 chiedere di Barbara.

 
Posted by francescomgallo at 16:14:56 | Permanent Link | Comments (0) |

TOLTO MAMELI NAPOLITANO PREMIA L’ASPIRAZIONE ALLA NORMALITA’.

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Spogliato di un nazionalismo pericoloso (e dilagante), nonostante persino le fiction in tv, dopo l’ondata Don Matteo, propongano a pensionati e ragazzini sempre meno inclini alla mediazione, modelli su modelli di cooperazione e nonostante interi quartieri, o chi per essi,  si mobilitino invece a bruciare tendopoli, mentre Simone Clarke, la prima ballerina dell’English National Ballet, fidanzata con un cubano-cinese, rischia invece il posto tacciata di razzismo. E nonostante il patibolo di Saddam abbia ulteriormente sancito la fine dell’idea progressiva del tempo e l’imporsi al mondo di metodi violenti a livello simbolico, come passaggio successivo a quelli già reali.

Il discorso di Napoletano si è invece incentrato, mettendo in luce un’economia, una società, i valori, un’etica che stanno lentamente cambiando, sulla drammatica esigenza di normalità. E’ questa la novità. La novità del discorso è infatti evidente fin dalla sua struttura, ovvero dal decurtamento rasserenante di tutto quello che invece appare preoccupante, come risposta alla caduta di punti fermi. Già a Natale la domanda del Papa, per niente scontata, se servisse ancora un salvatore, futura vittima, metteva in luce un forte problema di identità e di senso della tradizione cristiana, e trovava nelle parole di Benedetto XVI una risposta positiva, sempre motivata dal bisogno di certezze.

Per lo stato italiano radicale e cattolico e salutista, xenofobo, e, dopo il caso Welbi, anche assassino, è ancora una volta la salvezza, che va cercata in primis nel lavoro, che, come priorità di emergenza nazionale, si fonda sul solco di una cultura religiosa fondata sull’accettazione della vita e quindi anche sulla sua economia in crisi, e l’inevitabile allinearsi della vita quotidiana con l’Europa e quindi con le altre religioni cristiane, e non, e con la loro economia sociale. In primis quelle nord europee (mediate infatti da un papa nordeuropeo), come il protestantesimo, che con il suo forte senso di gruppo, ma anche di impegno storicamente innovativo e produttivo, ha un’impronta comunitaria che si è sempre naturalmente confrontata con il resto del mondo e con le altre culture. Ma anche il rigore delle religioni degli altri paesi, applicato sempre alla salvezza/salute, questa volta del corpo, come unico bene da difendere, in quanto funzionale all’economia.

Tutti questi elementi messi insieme, ben shakerati mancano però dell’elemento base di un cocktail come si deve, ovvero l’alcool, ovvero metaforicamente quello che tutti ora rifiutano chi per religione chi per neosalutismo, come unico elemento sovversivo in grado di accellerare con lo zucchero l’unione e la modifica degli altri elementi fondamentali: la politica come cosa di tutti, la coesione fra le parti sociali e civili, un’imprenditoria innovativa nel mercato globale, ovviamente la mano d’opera, ma soprattutto le donne, i giovani, gli immigrati, come portatori di nuove strade, di innovazione, così banali. Ed è proprio nell’investimento (ideale) su questo potenziale creativo e su questa vocazione al sacrificio che in Italia ci si salva. Si dice che la donna è la manifestazione del divino sulla terra. O è l’alcool? E se gli altri elementi fossero andati a male? Buon Anno!

 

Carlotta Foglino per Mr.Gallo

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Martedì 02 Gennaio 2007

 
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PENA DI MORTE, IMPEGNO DEL GOVERNO ITALIANO PER UNA MORATORIA ALL'ONU

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Il governo italiano si impegna “ad avviare le procedure formali, coinvolgendo in primis i Paesi già sottoscrittori della dichiarazione di dicembre, perché l'Assemblea generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”.
Rispondendo di fatto all'appello di Marco Pannella, da sette giorni in regime di sciopero della fame e della sete, il presidente del Consiglio Romano Prodi, attraverso una nota, assicura che l'Italia è pronta a guidare la marcia per l'abolizione della pena capitale.
“L'identità dell'Europa è venuta con forza alla ribalta. E' un grande segnale morale e di principio”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri Ugo Intini intervistato dall'agenzia radiofonica Area a proposito dell'iniziativa italiana di avviare le procedure formali perché l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte. ”L'Europa è quell'area del mondo dove si rifiuta la pena di morte e noi vorremmo esportare questa visione saggia della vita”, ha spiegato Intini, aggiungendo: “bisogna riconoscere a Pannella un grande merito nell'essere stato di stimolo. L'Italia porta avanti una scelta convinta e appassionata in questa battaglia contro la pena di morte - ha proseguito Intini - è una battaglia che non fanno gli stati da soli, la fa l'opinione pubblica e la società civile”. Quanto a tempi e modi dell'iniziativa "saranno valutati in sede di Nazioni Unite nelle prossime settimane" ha concluso il viceministro.
Il comunicato di Palazzo Chigi non accontenta però del tutto le richieste dei Radicali, che, proprio questa mattina, avevano rinnovato il loro invito a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'Onu e ad avviare la raccolta firme tra i Paesi cosponsor dell'iniziativa. Ancora niente cibo e niente liquidi, quindi, per il leader radicale, che nelle ultime venti ore, hanno fatto sapere i medici, ha perso altri due chili e mezzo. Le sue condizioni destano più di una preoccupazione e lo staff di specialisti che lo seguono continua a chiedere l'immediato ricovero, oltre a ribadire la necessità di sospendere lo sciopero, perché altrimenti, Pannella potrebbe entrare "in una zona non recuperabile".
ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA PENA DI MORTE

cartoon

“chi è buono non può uccidere”
“ringraziamo chi 200 anni fa ha trasformato ha abolito la pena di morte in Italia”
“la pena di morte non è degna di un essere umano sviluppato”

“oggi qui in Italia la pena di morte non esiste, in teoria neanche la tortura (anche se in Iraq siamo partecipi di una coalizione che la supporta).. faccio un appello alla regione Toscana, che tiene notevoli relazioni commerciali con tanti paesi dove invece la pena di morte e la violenza sono ben radicate: nell’occuparci di tessere nuovi contratti, facciamo in modo di mettere in chiaro la nostra posizione sulle questioni etiche e sociali”

“oggi i giovani hanno un enorme potere.. hanno anzi IL potere di cambiare le cose.. già la generazione precedente questa possibilità non ce lo aveva.”

dal Dizionario del Nuovo Umanesimo: “Riguardo al fatto che la giustizia come sistema di istituzioni statali ricorra spesso all’uso di metodi violenti, il Nuovo Umanesimo è in dissenso rispetto a varie norme e alle decisioni relative prese dalle istituzioni. Per esempio, gli umanisti condannano la pena capitale e ne esigono l’abolizione. Nei conflitti sociali ed etnici gli umanisti esprimono solidarietà alle vittime dell’oppressione di ogni genere e agiscono a favore della libertà di coscienza.“

Posted by francescomgallo at 18:26:32 | Permanent Link | Comments (0) |

EXTRATERRESTRI IN VISITA A CHICAGO

chicago

Un enorme disco volante è stato visto sostare sopra l'aeroporto internazionale di Chicago in novembre, secondo quanto riferisce solo ora il Chicago Tribune, solitamente molto attento a questo tipo di avvistamenti. Testimoni dell'evento sono alcuni dipendenti di una compagnia aerea, stando ai quali l'oggetto non identificato è rimasto sospeso a mezz'aria per qualche istante sul terminale C prima di allontanarsi a velocità tale da lasciare un buco nella coltre di nubi. L'ente per l'aviazione civile statunitense sostiene di non avere avuto alcuna notizia in merito

Posted by francescomgallo at 02:07:30 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 01 Gennaio 2007

IL 2006 ANDAVA VERSO IL 2007: ECCO COME CI E' ARRIVATO

 

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Attacco Israeliano a Beirut

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Tommaso

fame-nel-mondo

Fame nel mondo

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La Faisal Mosque Eclissi a Islamabad

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Una ragazza uccisa a Kampata Uganda

tibetano

Un giovane tibeyano sui binari della nuova ferrovia  tra Quingai e Dangxiong County

calcio

Ragazzini giocano a calcio nella città di Mazar Shariff in Afghanistan

iraqabuse11

Abusi in Iraq

disperazione

Disperazione e Morte

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Esecuzione Saddam Hussein

2007

Il 2007

cincin

CinCin

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